Emilie Kempin-Spyri (1853-1901)

"Vi prego di credere che, nonostante il mio studio, sono ancora in possesso di quelle arti e quelle abilità necessarie a una donna di casa. Grazie agli insegnamenti della mia defunta madre lo sarò per tutta la vita."

© Sozialarchiv, Zürich

È con queste parole che la dottoressa Emilie Kempin-Spyri, la prima giurista della Svizzera, si candida come domestica presso un pastore. La lettera viene però trattenuta dalla clinica psichiatrica di Basilea dove la donna è ricoverata dopo essere stata dichiarata interdetta e malata di mente benché, per tutta la vita, si sia battuta con una volontà di ferro per i propri diritti.

Per contribuire al sostentamento della sua famiglia, a oltre 30 anni Emilie Kempin-Spyri ottiene la maturità e inizia a studiare giurisprudenza. Ben presto capisce però che come donna non sarà autorizzata a esercitare la professione di avvocato. Ricorre quindi al Tribunale federale, appellandosi all'articolo 4 della Costituzione federale secondo cui ogni svizzero è uguale davanti alla legge. La sua richiesta viene respinta, con la motivazione che l'interpretazione del diritto da essa sostenuta è "tanto innovativa quanto ardita". Successivamente si candida come docente all'Università di Zurigo, ma anche qui il fatto di essere donna le è di svantaggio, poiché non ottiene la posizione desiderata.

Profondamente delusa, Emilie Kempin-Spyri emigra insieme al marito e ai suoi quattro figli a New York, dove fonda una scuola di legge per sole donne dalla quale uscirà la prima avvocatessa newyorkese. Nonostante i successi registrati oltreoceano, la sua famiglia dapprima e in seguito anche lei fanno ritorno in Svizzera, dove, grazie a un'autorizzazione speciale, può insegnare all'università. Tempo dopo fonda la rivista "Frauenrecht", nella quale propone diversi miglioramenti del diritto svizzero, e la "Frauenrechtsschutzverein", un'associazione per la protezione giuridica delle donne attraverso la quale intende migliorare la posizione giuridica, economica e sociale delle donne.

Dopo essersi vista negare - sempre ancora per il fatto di essere donna - una promozione all'Università di Zurigo, si trasferisce da sola a Berlino dove subisce un crollo nervoso che la porterà nella clinica psichiatrica summenzionata. Emilie Kempin-Spyri vi troverà la morte due anni dopo, a soli 48 anni, e soltanto un anno dopo che la prima donna svizzera sarà stata autorizzata ad esercitare la professione di avvocato.

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